Amore, Tesoro! Quanto è bello scrivere queste belle parole e attribuirle a te! E’ altrettanto bello poter essere qui di fronte a te in questo momento anche per me, sai? Non tanto per esprimere solo un sentimento romantico, bensì per esaltare il tuo valore, per usare il meraviglioso dono della parola, il frutto di labbra, per condividere un ragionamento molto bello e profondo che ho fatto che mi ha fatto pensare a noi!
Ricomincio da Tre: non è solo un bellissimo film di Massimo Troisi! Sarebbe riduttivo per me dire ciò non tanto per la storia in sé ma per il significato che lo stesso attore attribuisce al titolo del suo stesso film. Parla di delusioni, di cose andate male e che desiderava fossero andate diversamente, ma parla anche di tre cose che gli sono riuscite bene nella vita. Lo stesso Massimo disse che, nonostante tutto, sceglieva di voler partire da queste cose per ricostruirsi, darsi una nuova possibilità. Questa cosa mi ha fatto molto riflettere, sai? Perché non cominciare da uno? Perché proprio da tre?
Beh, forse questa non è la sua stessa interpretazione, ma il numero 3 ha un significato davvero molto bello, profondo, che mi piacerebbe analizzare con te. Il numero 3 è associato alla creatività, all’espressione e alla socievolezza. Anche essendo un numero dispari, molti lo considerano simbolo di armonia, perfezione ed equilibrio. Io al riguardo mi sento di aggiungere che nel numero 3 è racchiusa tutta la nostra vita. Tutto nasce dal numero 3, se ci pensiamo.
I colori, ad esempio, ne esistono tantissimi ma solo tre colori vengono definiti “Primari”: il rosso, il giallo e il blu. Da essi derivano tutti gli altri colori. Una forma geometrica, per essere definita tale, deve avere almeno tre lati siano essi uguali tra loro o meno. La vita stessa è formata da numerose triadi. Tra queste ci sono il passato, il presente e il futuro; esistono il tempo, lo spazio e la materia; la materia stessa può essere solida, liquida o gassosa, un oggetto possiede tre dimensioni: lunghezza, larghezza e profondità e, parlando di qualcosa di molto più concreto, noi stessi possediamo un cuore, un’anima e una mente.
Il nostro meraviglioso Padre Celeste ci ha fatto dei doni meravigliosi se ci riflettiamo. Egli stesso, benché abbia molte belle qualità, se unite a suo figlio Gesù Cristo e al “soccorritore”, la sua forza attiva, il suo Spirito Santo che dona generosamente a tutti coloro che glielo chiedono in preghiera, rappresenta un aspetto straordinario racchiuso nel numero 3. Dopotutto, se amiamo Dio e riponiamo fede in Gesù che è nato, morto e poi risorto dopo 3 giorni, possiamo avvicinarci davvero al nostro Creatore e percepire il suo aiuto e sostegno tramite la sua presenza e il suo Spirito Santo. Non è stupendo poter servire un Dio così buono, misericordioso e compassionevole, un Dio attento ai nostri bisogni e pronto ad aprire la sua mano per saziare il desiderio di ogni essere vivente?
Parlando proprio di bisogni, dato che la Bibbia dice che siamo stati creati ad immagine e somiglianza del nostre Creatore, in un mondo pieno di dolore e di sofferenza è naturale aspettarsi che se c’è un bisogno da soddisfare è proprio il bisogno di amare e di essere amati. Questo bisogno, in un mondo così, sembra essere impossibile da soddisfare o appagare pienamente. A volte capita che proprio nei momenti in cui siamo particolarmente vulnerabili che qualcuno ci tenda la mano e ci dica che vuole aiutarci. Dato che quella persona è stata presente in un momento delicato della nostra vita, in essa ci vediamo l’amore, la risposta alle nostre suppliche, ciò che da tempo stavamo aspettando… In altre parole, arriviamo a impersonificare l’amore stesso in quella persona.
Purtroppo, triste a dirsi, non sempre le cose vanno come vorremo. Dato che le persone sono insensibili, egoiste e scaricano la loro frustrazione sugli altri, può capitare che parti di noi vengano date a chi non le meritava affatto. Questo non fa altro che allargare ancora di più il vuoto che nel nostro cuore in origine occupava il nostro bisogno di amore. A volte, vedendo quel vuoto e ciò che ha lasciato in noi, possiamo pensare che sia tutta colpa dell’amore che si è preso gioco di noi o che, semplicemente, ci siamo illusi prendendoci in giro e che ora, nelle condizioni in cui ci troviamo, non siamo più meritevoli di provare amore ed essere amati. Persone o cose possono rafforzare in noi sensazioni, sensi di colpa e tristezza che ci spezzano e ci tolgono la voglia di tutto. Eppure, se anche tu ti sei sentita così in alcuni momenti, posso assicurarti che questo non è assolutamente vero!
Per favore, concedimi l’opportunità di raccontarti una storia. Una storia che, secondo una testimonianza attribuita a Dora Diamant, ultima compagna dello scrittore Franz Kafka, sarebbe realmente accaduta. Non sappiamo con certezza quanto di questo racconto corrisponda alla realtà, né se ogni dettaglio sia stato tramandato fedelmente. Ma forse, per comprendere ciò che questa storia può insegnarci, non è necessario conoscere ogni dettaglio della sua origine. È sufficiente lasciarsi toccare dal suo significato.
Franz Kafka, un giorno mentre si trovava al parco, vide una bambina piangere profondamente. Mosso a compassione verso di lei, si avvicinò a lei e le chiese come mai stesse piangendo. La bambina le rispose “Ho perso la mia bambola”. Volendo vedere di nuovo felice quella bambina, Franz si offrì di aiutarla a cercare la sua bambola senza riuscirci purtroppo. Nonostante le ricerche non fossero andate a buon fine, Franz chiese alla bambina se il giorno dopo si sarebbero potuti incontrare di nuovo allo stesso parco, presso la stessa panchina.
Il giorno seguente, Franz si avvicinò alla bambina e le consegnò una lettera: era da parte della bambola della bambina! Quella lettera invitava la bambina a non piangere e a non essere triste. La bambola spiegò alla bambina che era partita per un lungo viaggio alla scoperta del mondo. Inoltre rassicurò la bambina dicendole che avrebbe continuato a scriverle raccontandole le sue avventure in giro per il mondo e, infine, che sarebbe tornata di nuovo da lei. Questo non colmò il vuoto che la perdita della bambola lasciò nella bambina, ma le diede un motivo per non stare male.
Passarono i giorni, passarono diverse settimane e Franz regolarmente incontrava quella bambina che lo aspettava ansiosamente per leggere insieme le avventure della sua bambola e poi il momento tanto atteso arrivò: la bambina e la sua bambola si “incontrarono di nuovo”. La bambina con occhi pieni di gioia guardò la bambola che Franz aveva con sé e la abbracciò entusiasta… Poi però disse “Ma non è la stessa bambola!” Ovviamente non poteva essere “la stessa bambola” ma Franz aveva con sé un’altra lettera che la stessa bambola “aveva scritto” per la bambina. Forse non era più come se la ricordava, ma era sempre lei: la stessa bambola che tanto desiderava rivedere. Le scelte, le esperienze, il nostro vissuto potrebbe cambiarci esteriormente, ma ciò che siamo dentro resta immutato come il bene che la bambola provava per la bambina. La bambina, dopo aver letto la lettera, guardò di nuovo la bambola e decise di portarla con sé “di nuovo” a casa.
Passarono gli anni e quella che prima era una bambina oggi è una giovane Donna che ritrova di nuovo la sua cara e amata bambola. Prendendola di nuovo tra le mani però si accorge che c’era qualcosa incastrato tra le sue pieghe: è una lettera! Aprendola, si accorge subito che conosceva quella calligrafia. Stavolta, però, è lo stesso Franz a parlarle e a raccontarle la verità e spiegarle i motivi per cui ha deciso di fare ciò. Voleva starle vicino, tenerle la mano e affrontare insieme il dolore causato dalla perdita, dall’abbandono, poi disse una frase molto bella, molto profonda, che ti confesso mi ha lasciato in lacrime. Franz nella lettera scrisse “Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l’Amore tornerà in un’altra forma!”
Con questa storia Franz non voleva soltanto alleviare la sofferenza di una bambina che aveva perso una bambola, voleva insegnarle qualcosa di molto più profondo. Per un adulto qualunque la bambola poteva essere solo un giocattolo, ma per la bambina quella bambola era una presenza amata, una compagna quotidiana di avventure. Franz sapeva bene quanto il mondo fosse crudele e quanto la parola dell’uomo sia di poco valore, perciò pensò e pesò bene le parole di quelle lettere dimostrando che a volte le promesse possono essere mantenute.
Certe volte basta davvero poco per dare dignità al dolore degli altri. Non conosco la tua storia nel dettaglio né mi permetto in alcun modo di attaccarti o di sminuirti in nessun modo, però anch’io ho sofferto per amore e so cosa significa perdere la persona che ami. Ho pensato anch’io che forse, per quanto amore ho dato, per quanto mi sono sforzato di tenere insieme il rapporto, non ero più meritevole di essere visto e amato da nessuno. Per me non c’era un’altra visione dell’amore diversa da quella che io avevo costruito nella mia testa. L’amore per me era diventato quella persona e per quanto desiderassi che le cose andassero diversamente purtroppo ciò non è avvenuto.
Quando però ti ho visto ho sentito qualcosa in me che mi ha spinto ad avvicinarmi a te. Forse, in alcune delle tue ferite, ho riconosciuto qualcosa delle mie. Ripeto, non conosco ogni pagina della tua storia, ma so quanto possa far male affidarsi a qualcuno e ritrovarsi soli. Eravamo, se così si può dire, come quella bambina seduta su quella panchina che piangeva per la perdita dell’amore della sua vita. Non è un caso, quindi, che le parole di Kafka nella sua lettera per me in primis sono state un colpo al cuore: “L’Amore torna in un’altra forma!”
Forse fisicamente non sono come avevi impersonificato l’amore: lui era più alto mentre io sono più basso, lui poteva essere più magro mentre io essere più grasso. Forse ancora era semplicemente… Diverso! Diverso fisicamente parlando! Ma che dire di ciò che ci ha lasciato? Forse in quel momento l’amore che abbiamo ricevuto era ciò di cui avevamo bisogno, un assaggio di ciò che potrebbe un domani non molto lontano essere la tua vita, la nostra vita se me lo permetterai, ma in nessun caso la nostra storia, la vita stessa vissuta con quella persona, dovrebbe farci pensare che non meritiamo di provare quell’amore che tanto desideravamo perché non è così! Non sei meno degna d'amore perché qualcuno non ha saputo amarti! Ciò che è successo non è colpa tua e non è in linea con ciò che sei realmente ed è per questo che con tutta l’umiltà e la dolcezza di questo mondo, sto provando a compiere un miracolo con l’aiuto di Dio: trasformare i miei pensieri in parole per renderle poi domani, insieme, la nostra nuova realtà!
Nella numerologia, il numero 3 è davvero straordinario come abbiamo detto: è il numero della Creazione! Se Dio che è il Creatore di ogni cosa è in grado di comprenderci pienamente, se realmente abbassa il suo sguardo verso l’umile e l’indifeso per esaltarlo e confortarlo, se Egli realmente può provvederci ciò di cui abbiamo bisogno è solo normale affidargli il nostro cammino! Con la sua parola la Bibbia e con il suo Spirito Santo, ci guida, ci protegge e ci ama! E qual dono migliore poteva Egli farmi se non te, Amore mio? E’ proprio davanti a Dio e a te che mi rivolgo questo giorno per chiederti di credere ancor più fervidamente in te, nella possibilità di credere di nuovo nell’Amore, nella possibilità di essere vista, considerata e amata per quello che sei e non giudicata per scelte sbagliate di vita passata.
E che dire del frutto del tuo grembo, colei che hai dato alla vita dopo una lunga attesa? Ti posso assicurare senza ombra di dubbio che ella non è uno sbaglio di gioventù, non è un problema o un guaio al quale non si può porre rimedio, ma ciò che Dio ha permesso arrivasse nella tua vita per non farti dimenticare che per lui sei preziosa. Guarda, per favore, il frutto del tuo grembo negli occhi. Esso non è un guaio, non è un errore da correggere: è una vita preziosa, una persona che merita di essere amata, proprio come te! E il fatto che hai deciso di essere forte per te stessa e poi per il Dono che hai portato in grembo dimostra che anche da qualcosa di “rotto” per qualcuno può nascere qualcosa di stupendo: una nuova Vita!
Ecco che arrivo al significato più bello che io personalmente attribuisco al numero 3: in una parola “Famiglia”. Una corda a tre capi non si spezza facilmente! So che è una frase già sentita in passato alla quale ho dato un significato, ma il bello delle cose è anche che si possono vedere da prospettive e angolazioni diverse per trarne altri significati aggiuntivi. Se io in primis devo ricominciare, devo fidarmi di nuovo dell’Amore e accettare che abbia “cambiato forma” per così dire, voglio ricominciare da Tre! In primis io, perché non ho permesso alla vita di abbattermi a tal punto da chiudermi completamente in me stesso chiudendo perfino la porta all’Amore, e poi ora per la prima volta sento di non essere più solo. Per questo scelgo te, scelgo noi, per dare nuova forma all’Amore e dare vita ad una nuova famiglia. Con te, Amore mio, Ricomincio da tre: io, tu e nostr* figl*
Ti amo!